Tedi

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Al suo arrivo in francia in giovane età, Tedi Papavrami trovò un paese e una cultura a lui completamente estranee. La sua spiccata curiosità e il suo bisogno di padroneggiare

la lingua francese per poter fare di questo paese il suo, ma anche la grande solitudine iniziale, lo portarono a divorare i libri, sempre in francese, di Stendhal, Proust, Flaubert, Dostoïevski, Tchekhov, Kafka, ecc..


Al suo arrivo in francia in giovane età, Tedi Papavrami trovò un paese e una cultura a lui completamente estranee. La sua spiccata curiosità e il suo bisogno di padroneggiare la lingua francese per poter fare di questo paese il suo, ma anche la grande solitudine iniziale, lo portarono a divorare i libri, sempre in francese, di Stendhal, Proust, Flaubert, Dostoïevski, Tchekhov, Kafka, ecc.. Ciò che distingue questo eccezionale interprete del mondo musicale dagli altri, è una grande curiosità che va al di là delle frontiere, assieme alle esigenze intellettuali e artistiche che gli permettono di superare quella distanza tra la sua terra d'origine e gli altri orizzonti. È dunque per pura casualità che nel 2000 - dopo la scomparsa del traduttore albanese Jusuf Vrioni – egli assume l'incarico di traduttore delle opere di Ismail Kadare, che conosceva già da bambino, in Albania. Questa fuga nel mondo della letteratura è diventata per lui anche un mezzo di "esistere professionalmente per la prima volta fuori dal mondo del violino".

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Quel violino che da sempre ha fatto parte della sua vita, gli è stato trasmesso sin dall'età di 5 anni da suo padre. Un brillante insegnante quest'ultimo, che aveva sviluppato, attraverso una lunga esperienza pedagogica, l'arte di insegnare il violino ai giovani. I progressi di Tedi sono stati rapidissimi, e dopo tre anni era già in grado di suonare "Airs bohémiens" di Sarasate, in pubblico, accompagnato dall'Orchestra Filarmonica di Tirana. All'età di undici anni lavorava sul Primo Concerto di Paganini, con la formidabile cadenza di Emile Sauret. Siamo nel 1982. L'Albania è un paese volontariamente tagliato fuori dal mondo, nel quale, per puro caso il flautista Alain Marion, di passaggio per un concerto, si accorge della bravura di questo giovane prodigio e fa sì che lui raggiunga Parigi con una borsa di studio offerta dal governo francese. È stato allievo di Pierre Amoyal al Conservatorio Nazionale Superiore di Parigi. È apparso in popolari programmi televisivi dell'epoca, come "Le Grand Echiquier" oltre che a dare concerti.
 

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Al termine del suo percorso di studi all'età di 15 anni, egli ha proseguito da solo il suo sviluppo musicale e strumentale. Poco prima, con i suoi genitori, Tedi era fuggito al regime comunista in vigore in Albania, per stabilirsi con loro in Francia. Pesanti sanzioni sono state prese prese nei confronti degli altri membri della famiglia rimasti in Albania. Sanzioni che rimasero in vigore sino alla caduta del regime comunista nel 1991. Tedi e i suoi genitori hanno lasciato Parigi per paura di essere ricercati dai funzionari dell'ambasciata albanese di Parigi, e si sono trasferiti nei pressi di Bordeaux grazie all'aiuto di alcuni amici. Grazie alle vincite di numerosi premi, Tedi intraprende la carriera di solista e di musica da camera. Nel 2003 l'attrice Jeanne Moreau gli propone di interpretare il ruolo di un Danceny violinista, accanto a Catherine Devenue, Ruppert Everett e Nastassja Kinski, in un'adattamento di "Relazioni pericolose" di Josée Dayan. Attualmente vive a Ginevra, Svizzera, dove svolge l'incarico di professore di violino al Conservatorio della città da settembre 2008.





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La vita quotidiana di Tedi si divide tra il violino, la musica da camera (egli è membro del quartetto Schumann, una formazione con piano), la traduzione, lo sport, la divulgazione del suo "sapere musicale" e la trascrizione per violino solo di opere originariamente concepite per il clavicembalo o per l'organo (pubblicate alle edizioni Ries & Erler Berlino). Ecco cosa risponde, durante un'intervista fatta nel 2010, ad una domanda relativa al suo percorso musicale:
"Alla fine, ciò che mi ha a volte disilluso nella mia giovinezza, cioè la consapevolezza di una relativa indifferenza del mondo musicale per quel bambino prodigio che non ero più, e il fatto di vivere in Francia (un paese che raramente è stato un trampolino per grandi carriere internazionali), sono stati fattori salutari per il mio sviluppo tecnico e musicale. Ho avuto il tempo e la solitudine necessarie per ripassare più volte l'intero cammino tecnico che il mio strumento richiede, adattandolo alle mie aspirazioni musicali e alla mia personalità in preda ad alcune profonde metamorfosi che ho potuto costruire in diversi periodi che duravano dai 5 ai 10 anni. Dunque, nel corso della mia esistenza ho potuto vivere paradossalmente, quasi in parallelo, una precocità importante e una maturazione estremamente lenta, quasi doverosa, che mi hanno permesso di prendere coscienza di ciò che solo il tempo permette di realizzare."

 
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